1) ANATOMIA DEL CARNIVORO
Per capire le esigenze nutrizionali di cani e gatti, è utile cominciare con una veloce descrizione della loro anatomia, e di come
differiscono da erbivori ed onnivori.
Sebbene il cane sia il fedele compagno dell’uomo da almeno 10.000-14.000 anni, è comunque vicinissimo dal punto di vista genetico al
lupo: differiscono tra loro per le sequenze geniche di solo 1-2%.
Come lupi e leoni, cani e gatti sono carnivori opportunisti che prosperano grazie a diete che sono quasi esclusivamente costituite da
carne, e con pochi carboidrati.
DIFFERENZE ANATOMICHE – ERBIVORI, ONNIVORI, CARNIVORI
Le specializzazioni anatomiche del cane e del gatto ad una alimentazione a base di carne possono essere individuate nella lunghezza
del loro tratto gastro-intestinale, lo sviluppo di denti e mascelle e la loro carenza in enzimi digestivi necessari per digerire gli amidi.
1. GLI ERBIVORI (bovini, ovini) presentano:
• Tratto digerente lungo adatto a processi fermentativi e alla degradazione di vegetali.
• Molari piatti per triturare erbe e strutturati per brucare.
• La capacità di degradare la cellulosa presente negli alimenti vegetali e la capacità di sostentamento con diete
esclusivamente vegetali.
2. GLI ONNIVORI presentano:
• Tratto digerente di media lunghezza che conferisce loro l’abilità di digerire sia i vegetali che le proteine animali.
• Molari piatti e altri denti appuntiti sviluppati sia per triturare i vegetali e per strappare la carne.
• La capacità di mangiare sia piante che proteine animali – ma più frequentemente necessitano di entrambe per una
nutrizione completa.
3. I CARNIVORI presentano:
• Tratto digerente corto e di struttura semplice per digerire proteine e grassi animali (cane e gatto rientrano in questa
categoria).
• Molari appuntiti ed affilati strutturati per dilaniare la carne, invece di molari piatti adatti a triturare le erbe.
• Mascelle incapaci di movimento laterale (a differenza di erbivori ed onnivori che triturano il cibo masticandolo) e
hanno un’articolazione che consente un’ampia apertura boccale per l’ingestione di grossi bocconi di carne.
CARNIVORI – EVOLUTI PER LA CARNE
Riassumendo, le caratteristiche anatomiche che distinguono tutti i carnivori sono le seguenti:
1. BOCCA E DENTI
• Bocca grande capace di ampia apertura.
• Denti piccoli ed appuntiti fatti per afferrare e dilaniare (non triturare).
• Denti e bocca in grado di ingerire bocconi interi (non di masticare né di schiacciare).
2. SALIVA
• La saliva dei carnivori non contiene enzimi digestivi. Quella dell’uomo contiene l’amilasi, che avvia il processo di
digestione dei carboidrati complessi.
3. CAPACITA’ DIGESTIVA
• Un tratto digerente breve, pari ad un terzo in lunghezza rispetto a quello degli onnivori, in grado di digerire
velocemente la carne.
• Una concentrazione più elevata di acido cloridrico nello stomaco per la degradazione delle proteine. I carnivori
presentano un pH gastrico pari a 1 circa – mentre l’uomo presenta un pH tra 4 e 5.
CONCLUSIONE IN TRE PUNTI
1. Cani e gatti si sono evoluti per un’alimentazione a base di carne ed amminoacidi.
2. Il tratto gastro-intestinale di cani e gatti – che è cruciale per la loro salute e benessere – è specializzato per una dieta
principalmente carnivora.
3. L’adattamento dei cani e dei gatti ad una dieta a basso contenuto di carboidrati è evidente dalla struttura di denti e bocca,
dalla carenza di amilasi e altri enzimi digestivi in grado di degradare gli amidi.
NUTRIRE SECONDO NATURA – ALIMENTI CONCENTRATI DI CARNE
• In quanto carnivori, cani e gatti presentano delle difficoltà nella digestione di cereali e dei carboidrati complessi.
• La dieta ideale è quella che riproduce fedelmente la natura, e replica il più fedelmente possibile l’equilibrio naturale
di carni che cani e gatti troverebbe cacciando allo stato selvatico.
• La soluzione è semplice: l’alimentazione migliore per cani e gatti è costituita da un assortimento di proteine e grassi
animali poco lavorati, senza cereali e con pochissimi carboidrati.
• Studi nutrizionali mostrano chiaramente che sia i cani che i gatti traggono il massimo nutrimento da proteine e
grassi animali provenienti da carni; e più elevata è la qualità della carne, migliore è l’assimilazione di proteine e
grassi (la Sezione 5 approfondisce la qualità delle proteine).
NUTRIRE SECONDO NATURA – MENO CARBOIDRATI
• Come spiegato nella Sezione 1, cani e gatti sono carenti in enzimi digestivi salivari.
• Ciò significa che i carboidrati non vengono predigeriti ed è necessario molto tempo per la loro degradazione a livello
di stomaco e piccolo intestino. La maggior parte dei carboidrati complessi passa indigerito e va ad aumentare la
massa fecale.
• Il Dr. David Kronfeld riporta che i carboidrati sono importanti per i cani solo in due contesti; nei cuccioli in fase di
svezzamento (il latte materno è costituito per il 12% da carboidrati) e nella fattrice in allattamento, che necessita di
tre volte il normale turnover di glucosio ematico per la produzione lattea. Continua poi dichiarando che “non è necessaria la somministrazione di carboidrati nei cuccioli dopo lo svezzamento e nei cani adulti, nemmeno in quelli
sottoposti ad intensa attività fisica.
• Il fegato è agevolmente in grado di sintetizzare quantitativi sufficienti di glucosio (da amminoacidi di origine proteica
e glicerolo proveniente dai grassi) per mantenere i livelli ematici e l’utilizzo nei tessuti.”
• Arriva anche a dichiarare che l’elevato contenuto di carboidrati negli alimenti per cani possa contribuire
all’insorgenza di coprofagia (ingestione di feci) e ipoglicemia.
NUTRIRE SECONDO NATURA – ALIMENTI BIOLOGICI
Alimenti biologicamente appropriati come ORIJEN sono studiati tenendo conto delle capacità digestive dei cani e dei gatti: elevato
apporto proteico, basso contenuto in carboidrati e con un’alta concentrazione di carni e grassi.
• Cani e gatti hanno difficoltà a digerire cereali e altri carboidrati.
• Cani e gatti sono carenti in enzimi digestivi salivari, e dal momento che i carboidrati complessi non vengono
predigeriti, è necessario molto tempo per la loro digestione nello stomaco e nel piccolo intestino.
• La maggior parte dei carboidrati complessi passa indigerita, generando feci più voluminose.
NUTRIRE SECONDO NATURA – CONCLUSIONI
1. Nella Sezione 1 è stato illustrato che cani e gatti hanno tratti digerenti brevi e sistemi gastrointestinali specializzati al consumo
e la metabolizzazione di carne e grassi animali.
2. Ancora oggi la maggior parte degli alimenti commerciali per cani e gatti sono formulati sulla premessa che il sistema digestivo
del cane è simile a quello dell’uomo – con una corrispondente forte enfasi sui carboidrati.
3. Alimenti biologicamente appropriati come ORIJEN sono studiati tenendo conto delle capacità digestive dei cani e dei gatti
elevato apporto proteico, basso contenuto in carboidrati e con un’alta concentrazione di carni e grassi.
Un tempo si credeva che l’eccesso di proteine causasse dei problemi di salute nel cane.
Da allora la scienza ha dimostrato che i cani hanno la capacità di metabolizzare le proteine in eccesso e che la proteinaè l’elemento più importante della dieta del cane e del gatto – necessario per mantenere le funzioni vitali complessive e l’integrità dei
singoli organi interni.
Oggi viene considerato dannoso applicare restrizioni alle quote proteiche, ed elevati livelli di proteine di qualità sono essenziali per
uno stato di salute ottimale, in particolar modo per gli animali più anziani.
PROTEINE ELEVATE NON SOVRACCARICANO I RENI
• La leggenda secondo cui una quantità elevata di proteine è dannosa per i reni nasce probabilmente perché, nel passato,
pazienti con malattie renali venivano comunemente gestiti con diete a basso contenuto proteico (e quindi di azoto).
• La scienza da allora ha dimostrato che per i pazienti con problemi renali è importante la qualità, e non la quantità delle
proteine.
• La proteina di alta qualità è digeribile e produce meno scorie azotate.
LA SCIENZA NUTRIZIONALE SUPPORTA DIETE AD ELEVATO CONTENUTO PROTEICO
Studi a lungo termine basati su diete con 19%, 27% e 56% di proteine somministrate per più di 4 anni a cani con ridotta
funzionalità renale hanno evidenziato che:
• La restrizione proteica alimentare NON previene l’insorgenza di malattie renali.
• Non c’è correlazione tra l’evoluzione delle malattie renali e il livello proteico della dieta.
• La funzione renale è migliore nei cani alimentati con la dieta al 56% di proteina rispetto a quelli cui è stata somministrata
quella al 27%.
CUCCIOLI – PROTEINE ELEVATE
I cuccioli necessitano grandi quantitativi di proteine di qualità. In natura, la dieta del cucciolo ha una percentuale proteica variabile
tra il 35-45%.
• I fabbisogni alimentari di proteine sono più alti nei cuccioli in accrescimento che negli adulti.
• In aggiunta alla somministrazione delle proteine necessarie per sostenere il turnover proteico ed il metabolismo cellulare,
i cuccioli necessitano di ulteriori proteine per lo sviluppo dei muscoli e degli altri tessuti.
• Cuccioli di setter inglese alimentati con una dieta a basso contenuto proteico hanno mostrato segni di arresto dello
sviluppo se confrontati con i cuccioli alimentati con livelli più alti di proteine. Nel momento in cui il livello proteico veniva
incrementato le carenze nei cuccioli venivano corrette.
• Le diete a basso contenuto proteico incidono negativamente sulla capacità di risposta immunitaria dei cuccioli – e ciòè vero sia nei cani di piccola che di grossa taglia.
CANI ADULTI – PROTEINE ELEVATE
I cani sono carnivori. Il loro apparato digerente è strutturato per ricevere grandi quantità di carne e grassi – è quindi logico che
l’alimentazione ottimale è quella costituita da diete ad elevato contenuto proteico e ricche di carne, che ricalcano l’alimentazione
del cane in natura.
La proteina è un componente essenziale della dieta del cane, necessario per mantenere le funzioni vitali complessive e l’integrità dei singoli organi interni.
• La proteina per il cane è importante in tutte le fasi della sua vita, e la qualità della proteina stessa è altrettanto
importante.
• E’ importante assicurare la somministrazione della più ampia gamma possibile di amminoacidi grazie a fonti quali pesce,
pollame e uova.
• I fabbisogni proteici non possono essere pienamente soddisfatti con soli cereali, amidi e verdure.
• Mentre gli ingredienti vegetali possono apportare fibra, alcuni minerali e vitamine, solo le proteine di origine animale
forniscono una miscela bilanciata di amminoacidi necessari per una vita sana e longeva.
CANI ANZIANI – PROTEINE ELEVATE
La credenza secondo cui i cani anziani abbiano bisogno di meno proteine è falsa. Diete formulate seguendo questa premessa
sono piene di fibre, hanno livelli più elevati di carboidrati e quantità ridotte di proteine e grassi; questo porta a cani meno soddisfatti
e quindi più affamati. Questi ingredienti portano ad un peggioramento delle condizioni di pelle e pelo e a scarsi risultati nella perdita
del peso.
Studi più recenti mostrano che è pericoloso ridurre le proteine nei cani anziani e che proteine di alta qualità sono necessarie per i
nostri animali più in là con gli anni.
Proteine più elevate significano meno carboidrati, e una ridotta quantità di carboidrati è importante nella dieta del cane anziano.
• I cani anziani hanno maggiori necessità di proteine rispetto ai cani adulti più giovani.
• I cani anziani necessitano di più proteina alimentare per mantenere la condizione corporea e la massa muscolare di
quanto non ne necessitano i cani giovani.
• I cani anziani richiedono in realtà un livello di proteine più elevato per mantenere costanti le riserve corporee di proteina.
• Se il cane non assume abbastanza proteine, il suo corpo tenderà ad avere un bilancio azotato negativo. Un bilancio azotato negativo indica una insufficiente ingestione di proteine; di conseguenza la proteina necessaria per il
mantenimento delle funzioni vitali viene mobilizzata dal muscolo. Questo porta ad una perdita di tono muscolare, peso
corporeo e stati carenziali.
Molti alimenti commerciali hanno sviluppato diete specifiche per cani anziani, che però spesso si rivelano più povere di proteine
degli altri prodotti della linea, ma studi nutrizionali mostrano che ciò può fare più male che bene.
• Una dieta ricca di proteine è particolarmente importante nel cane anziano.
• I cani anziani sembrano essere meno efficienti nella metabolizzazione delle proteine, quindi necessitano di più proteine
nella loro dieta per compensare questa deficienza.
• In effetti, la ricerca ha mostrato che cani anziani sani possono necessitare fino al 50% in più di proteine rispetto a cani
adulti sani.
CANI DA LAVORO – ELEVATE PROTEINE
Ricerche recenti mostrano che diete ad elevato contenuto proteico conferiscono potenza e resistenza.
• Una maggiore proteina disponibile predispone maggiormente alla gluconeogenesi, che è quella via metabolica con la
quale viene sintetizzato il glucosio a partire dagli amminoacidi. Innalzare gli apporti proteici si è rivelato un chiaro vantaggio anche in altre situazioni (www.working-retriever.com/library/dietper.html)
• Un esempio è la ricerca sul valore proteico. Cani sottoposti ad intensa attività fisica sono stati alimentati con cibi dai
livelli proteici variabili tra il 16% e il 40%. I cani alimentati con prodotti a basso contenuto proteico (16 e 24%) hanno
riportato infortuni durante l’addestramento e tutti i cani tenuti con dieta al 16% di proteina sono stati sospesi
dall’addestramento a causa degli infortuni.
• Cani alimentati con razioni al 32% e al 40% di proteina non hanno riportato infortuni nella fase di addestramento. Un
traguardo importante della nutrizione canina è quello di fornire ai cani da lavoro un regime alimentare che apporti una
quantità sufficiente di calorie da altri nutrienti per ridurre al minimo l’impiego di proteine per fini energetici. Ciò consente
l’impiego della proteina nei processi di riparazione dei tessuti, di sintesi degli ormoni e di altre funzioni
cruciali” (www.purina.com/breeders/magazine.asp?article=430)
• Le proteine sono importanti per aiutare a ridurre il rischio d’insorgenza dell’anemia da addestramento. Uno studio ha
mostrato che i cani, impiegati in resistenza ed alimentati in modo da ricavare il 19% delle loro calorie dalle proteine,
hanno sofferto significativamente di più di infortuni, hanno manifestato una minore capacità di assorbimento di ossigeno
e meno globuli rossi rispetto a cani che erano stati alimentati con diete al 24, 32 o 40% di proteine.
• I cani alimentati con dieta al 40% di proteina presentavano i più alti valori di plasma circolante rispetto a tutti gli altri
gruppi, dimostrando che l’incremento dei fabbisogni alimentari associato all’esercizio fisico non può essere soddisfatto
da una dieta a basso contenuto proteico.
• In uno studio sui greyhound da competizione, Hill ha riscontrato che una dieta contenente più alti tassi di grassi e
proteine e meno carboidrati faceva migliorare le performances sportive. “Abbiamo confrontato una dieta con il 32% di
grassi, il 25% di proteine e il 43% dei carboidrati con una con il 25% di grassi, 21% di proteine e il 54% di carboidrati.”
Afferma che “quei greyhound correvano in media di 0.2 secondi più veloci – una differenza sufficiente a far vincere o
perdere una gara – quando venivano alimentati con la dieta più ricca in grassi e proteine e più bassa in carboidrati.
(www.acsma.org/csmtdbt5.htm)
• “Le proteine sono sia una fonte energetica che una fonte di amminoacidi. Fonti proteiche animali di alta qualità forniscono maggiore digeribilità, equilibrio amminoacidico ed appetibilità. L’esercizio incrementa i fabbisogni proteici
dell’atleta. L’attività fisica impone un’eccessiva mobilitazione delle proteine corporee che porta a una rottura
dell’equilibrio tissutale e, occasionalmente, a danni. Questi tessuti devono essere rimodellati e riparati, cosa che induce
un aumento dei fabbisogni proteici. Questa richiesta può essere soddisfatta con una maggiore assunzione di proteine
alimentari. La proteina può essere usata anche come fonte energetica con una resa di 3.5 kcal al grammo.”
• Le referenze e le ricerche sull’alimentazione e i fabbisogni energetici del cane da lavoro sopra citate indicano che una
proteina biodisponibile di alta qualità è cruciale per aumentare la potenza e la resistenza.
• I carboidrati sembrano essere un argomento controverso. Tuttavia, i dati sopra riportati suggeriscono una dieta con fino
al 40% di proteina e fino al 50% di grassi. Questo lascia evidentemente poco spazio ai carboidrati.
• E’ difficile trovare ricerche imparziali sul problema dei carboidrati. Ciò è in parte dovuto al fatto che la maggior parte delle
ricerche è finanziata dalle ditte produttrici di mangimi e gli alimenti secchi sono costituiti principalmente da cereali e
amidi. Se da un lato può essere consigliata una dieta ad elevato contenuto di proteine e grassi, d’altro canto non si
ritroverebbero queste caratteristiche in un alimento secco.
7) CARBOIDRATI
Sebbene siano utili negli erbivori, nei cani gli amidi rallentano il processo digestivo e possono essere causa di irritazione e spasmi del
grosso intestino.
COME I CARBOIDRATI INCIDONO SULLA QUALITA’ DI UNA DIETA
• Cani e gatti sono carenti in enzimi digestivi per gli amidi e hanno un tratto digerente breve, e i carboidrati per loro sono difficili
da digerire.
• Amidi (carboidrati) vengono degradati a glucosio (zucchero).
• Troppo glucosio può indurre fenomeni quali ipoglicemia, iperattività e diabete e – secondo gli studi del Dr. Ogilvie della
Colorado State University – può portare nel cane ad un’accelerazione dei processi di sviluppo dei tumori.
• Cereali e amidi contengono i fitati, che bloccano l’assorbimento dei minerali (tra cui calcio, magnesio, zinco, ferro e iodio).
Mentre i carboidrati possono fornire energia (zuccheri), i grassi sono una fonte energetica molto migliore per conferire potenza e
resistenza fisica.
I CARBOIDRATI INFLUENZANO LA DIGERIBILITA’
Nell’uomo, il pancreas secerne l’amilasi, un enzima digestivo in grado di degradare l’amido a maltosio.
• A differenza degli onnivori, la saliva dei cani non contiene l’amilasi, per favorire la degradazione degli amidi fin dalla bocca.
• Di conseguenza i cani non sono efficienti nella digestione degli amidi, e sono in difficoltà se alimentati con una dieta ricca in
carboidrati complessi.
• I carboidrati permangono nel tratto digerente del cane più a lungo, inducendo un maggior consumo di energia nel tentativo di
un loro assorbimento. La conseguenza di una dieta ricca di amidi è visibile nelle feci, voluminose e poco conformate.
I CARBOIDRATI INFLUENZANO LA QUALITA’ DELLE FECI
Le feci sono molto spesso costituite al 25% da materiale solido e al 75% da acqua. Questa proporzione può variare in funzione della
dieta somministrata.
Una dieta ad elevato contenuto in carboidrati determinerà la produzione di feci più voluminose e più ricche di acqua.
• L’odore dipende dalla quantità di batteri disponibili per la fermentazione, e quindi una dieta a base di carne (proteina) produce
molto meno odore di una dieta con cereali.
• I cereali necessitano di tempi di digestione più lunghi e passano più tempo nell’apparato digerente.
• I carboidrati che non sono interamente digeriti nel piccolo intestino continuano a fermentare nel colon.
CARBOIDRATI COME FONTE ENERGETICA
Molti testi dichiarano che il glucosio contenuto nei cereali è necessario per conferire potenza, resistenza e forza fisica. Tuttavia, i grassi
possono essere convertiti in glucosio a livello epatico. Questo processo, noto come gluconeogenesi, è facilmente ottenibile in cani
alimentati con una dieta ad alto tasso proteico (40%) e con un elevato apporto lipidico.
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